Scuole superiori, la Provincia di Pesaro apre alla settimana corta: avviato il confronto con i presidi
30/03/2026
La settimana corta nelle scuole superiori entra ufficialmente nel dibattito della Provincia di Pesaro. L’ipotesi è stata discussa nel corso di un incontro con i dirigenti scolastici del territorio, aprendo un percorso di confronto che punta a valutare una diversa organizzazione dell’orario scolastico, con la possibile eliminazione delle lezioni del sabato.
A chiarire il perimetro dell’iniziativa sono stati il presidente della Provincia Giuseppe Paolini e il consigliere con delega alla Programmazione scolastica Oriano Giovanelli: la proposta viene promossa come stimolo al dialogo, senza interferire con l’autonomia decisionale dei singoli istituti. Al vertice hanno partecipato anche la responsabile dell’Ufficio programmazione della rete scolastica Patrizia Paoloni e, in collegamento, i dirigenti scolastici insieme alla rappresentante dell’Ufficio scolastico provinciale Alessandra Belloni.
Settimana corta, una proposta da valutare nel rispetto dell’autonomia scolastica
L’orientamento della Provincia è chiaro: nessuna imposizione, ma l’apertura di una riflessione condivisa. «La proposta è sul tavolo, ma nel rispetto dell’autonomia degli istituti e delle loro specificità», hanno ribadito Paolini e Giovanelli, sottolineando come le decisioni organizzative restino competenza delle scuole.
Dal punto di vista normativo, infatti, il collegio dei docenti elabora le proposte didattiche, il consiglio d’istituto definisce i criteri generali – compresa l’articolazione dell’orario su cinque o sei giorni – mentre al dirigente scolastico spetta la definizione finale dell’organizzazione. In questo contesto, la Provincia si limita a favorire il confronto e a promuovere una possibile evoluzione del modello attuale.
La riflessione si inserisce anche nel quadro più ampio della programmazione scolastica regionale per il prossimo triennio, attualmente in fase di definizione. Un passaggio che, secondo Giovanelli, può rappresentare l’occasione per affrontare temi organizzativi che nascono direttamente dalle esigenze del territorio.
Esperienze già attive e possibili benefici per studenti e famiglie
La settimana corta non rappresenta una novità assoluta: alcune scuole del territorio hanno già adottato questo modello, tra cui Santa Marta e Cecchi a Pesaro, il Polo 3 di Fano, la Scuola del Libro di Urbino, il Celli tra Cagli e Piobbico, il Torelli di Pergola e il Donati di Fossombrone. L’ipotesi, quindi, sarebbe quella di estendere un’esperienza già sperimentata, adattandola alle diverse realtà scolastiche.
Tra i possibili vantaggi indicati emerge soprattutto la dimensione educativa e relazionale. Un’organizzazione su cinque giorni consentirebbe agli studenti di avere un fine settimana completo, favorendo il recupero delle energie e una migliore gestione del tempo libero. Allo stesso tempo, potrebbe rispondere alle esigenze delle famiglie, che spesso trovano proprio nel sabato l’unico momento condiviso.
Restano tuttavia alcune criticità da valutare, legate in particolare ai trasporti, alla gestione delle mense e all’eventuale necessità di rientri pomeridiani. Proprio per questo si ipotizzano soluzioni flessibili, come modelli misti o articolazioni diverse a seconda degli istituti, sfruttando anche i margini di autonomia previsti dal calendario scolastico.
La Provincia ha invitato i dirigenti a raccogliere indicazioni all’interno delle scuole, coinvolgendo docenti, studenti e famiglie, per comprendere il livello di consenso sulla proposta. Il percorso sarà formalizzato nei prossimi giorni con una comunicazione ufficiale.
«Non esiste una soluzione unica – ha evidenziato Giovanelli – ma riteniamo utile aprire un confronto su un tema che può incidere sulla qualità della vita scolastica». Dello stesso avviso il presidente Paolini: «Apriamo un percorso condiviso, lasciando a ogni scuola la possibilità di scegliere tempi e modalità. La settimana corta potrà eventualmente partire dall’anno scolastico 2026-27 o successivamente».
Il tema resta dunque aperto, con l’obiettivo di costruire nel tempo un modello organizzativo che tenga insieme esigenze didattiche, sostenibilità e qualità della vita per studenti e famiglie.
Articolo Precedente
Pesaro, “Leggerezza”: Lorenzo Amadori in mostra alla Falegnameria di Palazzo Mosca
Articolo Successivo
Pesaro, bando sport 2026: contributi alle associazioni per progetti e iniziative
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to