Caricamento...

Pesaro365 Logo Pesaro365

Liste d’attesa nelle Marche, Cgil critica la Regione

13/05/2026

Liste d’attesa nelle Marche, Cgil critica la Regione

La Cgil Marche contesta la gestione regionale delle liste d’attesa e chiede un cambio di metodo, con più trasparenza sui risultati ottenuti, sui costi sostenuti e sulle misure realmente utili a ridurre i tempi per visite, esami e interventi. La posizione arriva dopo le nuove comunicazioni della giunta regionale sul sistema di monitoraggio delle prestazioni, presentato come modello “made in Marche” basato anche sull’uso dell’intelligenza artificiale.

Longhin: servono interventi strutturali, non soluzioni tampone

Per Loredana Longhin, segretaria regionale della Cgil Marche, il tema delle liste d’attesa resta un problema cronico che non può essere affrontato con iniziative isolate. Secondo il sindacato, occorre intervenire su più piani, a partire dall’appropriatezza delle prestazioni, dal rafforzamento della medicina territoriale e dall’organizzazione stabile dei servizi sanitari.

La Cgil critica l’approccio della giunta, accusata di puntare su misure a effetto anziché su una programmazione condivisa. Nel mirino finisce anche la precedente sperimentazione delle prestazioni sanitarie nei fine settimana, annunciata nei mesi scorsi come strumento per recuperare gli arretrati.

Il nodo del personale e dei turni nei weekend

Secondo il sindacato, l’apertura nei weekend non avrebbe risolto il problema delle liste d’attesa e avrebbe creato modalità di lavoro disomogenee tra i medici. Alcuni professionisti avrebbero svolto turni aggiuntivi il sabato o la domenica, altri invece avrebbero lavorato nei giorni festivi come normale turno di servizio, recuperando poi il riposo nella giornata successiva.

La Cgil sottolinea l’assenza di un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e chiede chiarimenti sull’eventuale fondo destinato alla retribuzione dei turni aggiuntivi, considerando il quadro di risorse contingentate. Per il sindacato, il primo passaggio necessario resta l’assunzione di personale sanitario, senza il quale ogni intervento rischia di restare parziale.

Dubbi sul monitoraggio con intelligenza artificiale

La nuova iniziativa regionale, basata su un meccanismo di monitoraggio costante anche attraverso l’intelligenza artificiale, viene giudicata dalla Cgil potenzialmente utile sul piano del metodo, ma ancora poco chiara nei criteri e nei risultati. Il sindacato chiede di conoscere gli esiti della precedente sperimentazione, i costi sostenuti e l’effettivo impatto sulle attese dei cittadini.

Una delle criticità indicate riguarda il periodo di osservazione, ritenuto troppo breve per valutare in modo attendibile l’andamento delle prestazioni. Secondo la Cgil, confrontare mesi isolati, come aprile 2025 e aprile 2026, rischia di produrre letture parziali, perché non tiene conto delle differenze organizzative, stagionali e operative tra periodi diversi.

Chiesta una verifica anche su follow-up e interventi chirurgici

Il sindacato evidenzia inoltre che il problema non riguarda soltanto le prime visite monitorate dal Piano e richiamate dall’assessore regionale. Nei dati comunicati emergerebbe un incremento dei volumi, ma non sarebbe chiaro se questo abbia prodotto un miglioramento effettivo dei tempi di attesa.

Restano fuori, secondo la Cgil, aspetti rilevanti come i follow-up, il monitoraggio dei tempi per gli interventi chirurgici e l’incidenza delle attese sulla mobilità passiva dei marchigiani. Per Longhin, prima di usare toni celebrativi, la Regione dovrebbe avviare una reale operazione di trasparenza e aprire un confronto di merito con le organizzazioni sindacali.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to